23 gennaio 2018

21 gennaio - Giro dei 5 paesi (Sumirago)

Ti distrai un attimo e sono passati già sei anni dall’ultima volta che ho corso questo Giro dei 5 paesi. Peccato, perché da queste parti la provincia offre percorsi collinari, dove lo sguardo arriva ad abbracciare gran parte della corona alpina, rendendo la marcia più distratta e, dunque, meno asfissiante. La coda alle iscrizioni di oggi testimonia la qualità di questa tapasciata, la cui unica pecca sta nell’assoluta assenza di sterrato. Venti km di bitume in equilibrio tra fossati e auto sfreccianti si addicono più ad amatori evoluti che a onesti tapascioni FIASP.


A livello personale i km sono passati in ottima compagnia, senza l’assillo del cimento agonistico. Mi ero proposto unicamente di restare in spinta anche sulle salitelle più impegnative (e ce n’erano a sufficienza) e così è stato, almeno fino al diciassettesimo km. Poi ho alzato bandiera bianca. Percorso decisamente muscolare, ma gestito bene. Lo dimostra il fatto che, al risveglio del mattino dopo, il tratto letto-bagno non è differito rispetto al solito, con doloretti da avvio assolutamente nella norma per un SM50.

PS: al mio arrivo il ristoro finale prevedeva solo acqua e arance. Poi è arrivato il the, ma di pane con marmellata e/o nutella, il marchio distintivo delle IVV, neanche l’ombra. Sarà per la prossima.

15 gennaio 2018

14 gennaio - La prima dell'anno (Varese)

Oggi era in programma la prima tapasciata FIASP IVV 2018. Location ippodromo di Varese, giustamente denominata "La prima dell’anno". E come non parteciparvi! Buona affluenza di tapascioni da ogni dove della provincia. Gli organizzatori hanno profuso the e vin brulè a volontà fin dalla partenza per riscaldare i corpi in una mattinata particolarmente fredda. Varese come sempre non tradisce le aspettative e la tapasciata si è rivelata il giusto post-it su cosa ci aspetterà quest’anno: salite corribili, poi un po’ meno, discese a rotta di collo (forse tutto un po’ troppo asfaltato). L’unica pecca è risultata la mancanza del ristoro di metà percorso in cima al Sacro Monte (ma forse non l’abbiamo visto noi, alquanto provati dal primo vero dislivello dell’anno). Se fosse vero sarebbe una colpa gravissima: mai togliere ai tapascioni il momento di gustare il fondamentale valore aggiunto delle IVV, vale a dire i ristori programmati. 

21 dicembre 2017

17 dicembre - Garda Trentino Xmas Trail (30K)

Ci sono trail che se non esistessero dovrebbero inventarli. 520 iscritti, proclamava la speaker, la cui voce suadente era preda del vento. E dal tappo formatosi al primo restringimento del percorso direi che c’erano tutti e cinquecento. Il tempo, di un gelido splendente da pubblicità, ha aiutato un percorso bello di suo, la “Busa”, le cui ondulazioni ricordano momenti facili e difficili, salite impervie e declivi dolci, e viceversa. Un affascinante promemoria della varietà della vita.



Da Torbole si parte al freddo e al gelo come neanche il Bambino Gesù. Tutti rintanati nel bel centro surf fino al countdown. Poi via, a correre veloci sul lungolago per i primi km. A Riva arriva il sole e la rampa verso il bastione scalda i muscoli. Ancora su a salire verso Tenno per sentieri mai fatti. Dopo tanto cross le salite mi fanno male, ma al momento del collasso ecco il Castello di Tenno e la lunga discesa verso Arco. Ulivi, ulivi, ulivi e poi un altro Castello. Siamo a metà e ci sarebbe tanto da correre (non guardate me) tra il 15esimo e il ristoro di Bolognano che arriva al ventesimo. Parte poi la salita verso il Monte Corno, dove il sole non arriva in questa stagione. Mi passano in tanti, perché sinceramente non ne ho più. Mi tolgo dal freddo del bosco solo scollinando, pronto per la picchiata verso Nago. L’ultima salita è per arrivare al terzo castello di giornata. Da lì due km e poi la spiaggia di Torbole ti accoglie con lo stesso vento con cui l’hai lasciata. Bello davvero questo trail, tutto d’un fiato. .


11 dicembre 2017

9 dicembre - 1° cross di Natale ovvero 9° cross del Roncaccio

Una gara improntata alla rettitudine. Rettilinei e angoli retti dominano infatti il percorso di questo cross autoproclamatosi 1° Cross di natale, ma in realtà già 9° Cross del Roncaccio. Tra il cimitero di Casorate Sempione e il centro sportivo del medesimo ridente paesino la società organizzatrice ha ritagliato una gara da 5,4 km che non disdegna neanche l’attraversamento di un bosco (ma sarà regolare per un cross Fidal che assegna titoli provinciali?). Nei restanti km erba alta da falciare con un nuovo tacco 12 e un campo di granoturco, questo si già tagliato, in cui prestare attenzione alla salvaguardia dei garretti.



Sulla gara del tenutario di questo blog c’è poco da dire. I limiti fisici in cross di questo tipo risultano evidenti. E pur con tutto l’entusiasmo profuso, e l’aiuto del socio che mi ha praticamente tirato, non riesco a farmi breccia oltre la mediana della classifica. Tuttavia sarebbe bastato questo per concludere in bellezza un pomeriggio oltremodo freddo e ventoso, se non fosse stato per una F40 che, superata, mi ha ri-superato a 100 mt dal traguardo. Sono cose che possono lasciare il segno nelle gare a venire.


28 novembre 2017

25 novembre - Cross dei due pini, Besozzo

Cardana di Besozzo, cross dei due pini. Ovvero come ricavare un gran bel percorso di cross intorno ad una collina sormontata da due pini con vista lago. Tante curve, qualche salita e pochi dritti come si conviene ad una campestre. Nuvole basse e tanta pioggia nel pre-gara non tengono, infatti, lontano molti aficionados del genere. Noi, ad esempio, facciamo più di 50 minuti di auto (solo andata) per una corsa che ne dura non più di 20.




A livello prestativo oggi mi sono tornate in mente le parole di Sebastian Coe (per chi non lo conoscesse, beh, non so cosa dire) che paragonava l’atletica al poker "Sai che carte hai in mano, e magari sono solo scartine, ma devi tenere la testa alta". E così ho fatto. Mi sono buttato nella prima discesa come fosse l’ultima della mia vita, ma alla successiva salita ero già in debito Ben presto A. mi ha salutato e se n’è andato. Ma ho continuato a bluffare fino all’ultimo dei 5 km previsti, guadagnando posizioni su chi bluffava peggio di me. Poi ho avuto un moto di orgoglio. Sono andato a riprendere la sempiterna canotta verde della 3V e sull’ultima salita ho raggiunto A. Piuttosto provato, ma ancora in me da accennare uno sprint sul filo di lana.

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